La nostra identità industriale: un passaporto per il futuro dei giovani

In un periodo in cui i fenomeni di globalizzazione e digitalizzazione stanno subendo una profonda rivoluzione, in tutte le economie occidentali - Stati Uniti in testa - i distretti storici industriali, dati per morti sino a poco tempo fa, stanno tornado al centro della geografia manifatturiera.
Articolo pubblicato sul bimestrale "il nostro campanile - periodico di informazione della Valle dell'Agno", n.1 Aprile 2019

La Città di Valdagno rappresenta a livello internazionale una testimonianza unica di sviluppo economico e sostenibilità sociale. É per questo motivo che Italia Innovation, organizzazione che si occupa di ricerca, formazione e sviluppo di progetti imprenditoriali per l’economia manifatturiera, ha portato lo scorso gennaio 30 studenti provenienti dalle più selettive università del mondo a conoscere la città sociale e discutere del futuro dell’economia tessile.

In un periodo infatti in cui i fenomeni di globalizzazione e digitalizzazione stanno subendo una profonda rivoluzione, in tutte le economie occidentali - Stati Uniti in testa - i distretti storici industriali, dati per morti sino a poco tempo fa, stanno tornado al centro della geografia manifatturiera.

Perché questo avviene?

Così come discusso dai giovani studenti e dagli esperti messi in campo da Italia Innovation, tra cui l’imprenditore Riccardo Illy, il Global Brand Advisor di Woolmark (massima autorità mondiale nel campo della lana vergine) Fabrizio Servente ed il Professor John Bruce della Parsons School of Design di New York, i giovani nuovi consumatori sono alla ricerca di una maggiore trasparenza sulle origini ed i processi di trasformazione di ciò che acquistano, favorendo il successo di produzioni ad alto valore aggiunto.
Stiamo dunque uscendo dall’epoca del tutto e subito, a favore di una nuova economia della lentezza - da intendersi come giusto tempo per l’apprezzamento del buono e giusto. Tutto questo per Valdagno può essere un’opportunità.

Per chi infatti non si è ancora rassegnato ad una città-quartiere, l’identità industriale della nostra città può rappresentare per i nostri giovani un incredibile passaporto per chi vorrà cimentarsi da imprenditore o manager nel settore dell’alta manifattura.
Per fare in modo che ciò avvenga, occorre tuttavia che le politiche locali riescano a produrre ciò che in un epoca di populismi sembra essersi perduto, ovvero una visione progressista di lungo periodo per una città che torni ad essere trainata da chi il futuro ce l’ha in dote, ovvero le nuove generazioni.

Solo le nuove generazioni infatti possono portare la visione, la spinta e l’energia necessarie ad una crescita economica locale, perseguibile attraverso l’apertura delle scuole a percorsi di studi internazionali ed una rinnovata vocazione civica ed imprenditoriale.
Gli esempi in questo campo non mancano, e come si può leggere infatti nella nostra storia, già nel 1963 il TIME Magazine raccontava di come i cittadini di Valdagno viaggiavano nel mondo attraverso il Club Incontro, per combattere l’ignoranza politica e l’apatia attraverso la conoscenza del prossimo.

Dopo la positiva esperienza di Gennaio, riuscita grazie alla straordinaria accoglienza dell’Amministrazione Comunale, della Provaldagno, della Marzotto e del Guanxinet Network, Italia Innovation rimane in campo pronta a supportare questa apertura della città al futuro.

La prossima estate infatti un altro gruppo di studenti universitari internazionali, da centri come MIT, Yale, Stanford ed Harvard è pronta a tornare a Valdagno per discutere di come Valdagno possa evolversi da città industriale a distretto internazionale per la ricerca e sviluppo sul manifatturiero. Interverranno anche in quella occasione docenti e manager di grande rilievo, come la Professoressa Debra Dunn, docente all’Università di Stanford e già Vice Presidente di Hewlett-Packard, il Professor Daniel Van Der Vliet, docente di imprese familiari alla Cornell University, e Vincent Stanley e Nora Gallagher, dirigenti storici del brand di abbigliamento Patagonia, azienda leader nel mondo per le pratiche di sostenibilità ambientali e sociali, in linea appunto con quanto Valdagno rappresenta ancora oggi nel mondo.

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