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	<title>Marco Mari</title>
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		<title>Apriamo Valdagno</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 11:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ da diversi anni che si parla di Valdagno come città di servizi basata sul patrimonio lasciatoci dai Marzotto ma oggi, la crisi economica e di sistema sta rendendo evidente come non sia più possibile per noi vivere di rendita.
Occorrono scelte, decisioni. Anche drastiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>Considerazioni nate dalle polemiche suscitate dall’intervista (1/02/2012  - Giornale di Vicenza) di Alfonso Ferrio, per mezzo secolo manager alla Marzotto, che ha espresso la sua preoccupazione per l’inerzia dell’amministrazione comunale.</address>
<p style="text-align: justify;">L’allarme che la settimana scorsa, dalle pagine di questo giornale, Alfonso Ferrio ha lanciato riguardo il futuro di Valdagno non è da sottovalutare ma anzi, da affrontare con grande serietà.<br />
Dai lavori conclusivi del Comitato sul Teatro Rivoli, struttura direttamente tirata in ballo dagli interventi di Matteo Marzotto e Luca Romano, emerge infatti la difficoltà nel disegnare per la città un avvenire di crescita senza una ridefinizione dell’identità cittadina.<br />
Se da un lato la città è socialmente e culturalmente viva, dall’altro questa dinamicità manca ancora di una precisa direzione o, in altre parole, di un governo.<br />
E’ da diversi anni che si parla di Valdagno come città di servizi basata sul patrimonio lasciatoci dai Marzotto ma oggi, la crisi economica e di sistema sta rendendo evidente come non sia più possibile per noi vivere di rendita.<br />
Occorrono scelte, decisioni. Anche drastiche.<br />
Valdagno non è più una macchina d’epoca a cui basta qualche ritocco qua e là per continuare a marciare: le nuove regole del gioco, portate dalla globalizzazione, ci impongono di revisionare interamente il nostro sistema economico e sociale.<br />
Se si decidesse, come si è ad esempio proposto, di investire sul recupero parziale del Teatro Rivoli per la costruzione di un centro di attrazione culturale legato alla storia dei Premi Marzotto, non sarebbe possibile investire intelligenze e denaro su opere come l’ex-inceneritore o la piscina scoperta.<br />
Ci vogliono quindi coraggio, competenza e serietà: non si possono più ignorare i problemi della città accontentandosi della realizzazione di una rotatoria o della sistemazione di un parco.<br />
Questa, per quanto importante e necessaria, è pur sempre una gestione che si limita alle contingenze.<br />
Occorre dunque aprire Valdagno.<br />
All’esterno, riprendendo in mano lo spirito di sinergica integrazione con il resto del territorio,  ed all’interno, avvicinando sempre di più i cittadini e le loro competenze al governo della città.<br />
Sapendo che tutto sta cambiando, è possibile decidere noi cosa cambiare: la difesa ad oltranza degli status quo, come quella dell’ospedale che ormai puntuale ogni dieci anni si ripete, non serve.<br />
Per tutto questo, per affrontare finalmente il futuro, è auspicabile che sia la cittadinanza a diventare sempre più protagonista e che l’anno prossimo la scelta delle diverse squadre candidabili a governare la città in questo fatidico momento storico avvenga attraverso dibattiti e consultazioni primarie alle elezioni amministrative.</p>
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