Carta bianca

Mettere in ordine la propria stanza è sempre qualcosa di molto intimo ed intenso. Un tuffo nel passato e nei ricordi.
In un cassetto ho trovato un piccolo libretto, con le recensioni finaliste di un concorso letterario a cui avevo partecipato in IV Ginnasio. Ovviamente, come tutti i concorsi a cui ho partecipato, cercai di essere innovativo e brillante e non vinsi. Tuttavia arrivai in finale, e la mia recensione venne letta e pubblicata. Ne fui felice.

Quando lo si prende in mano, si può pensare di tutto, tranne che sia un libro brillante ed avvincente.
Infatti, anche se si legge che l’autore è Carlo Lucarelli, una copertina così cupa e l’impaginazione più che banale possono solo suscitare un senso di repellenza ed il libro viene lasciato lì in disparte. Però, dopo un po’, ci si domanda: “Come fa un libro di Lucarelli a non essere avvincente?”
Ed allora il lettore lo prende in mano cominciando a sfogliarlo e nota che sono presenti tutte le caratteristiche che fanno i romanzi di Lucarelli unici nel loro genere, ovvero: stile brillante, suspense, un pizzico di sentimentalismo e la presenza di un narratore onnisciente che intreccia e scioglie la trama del romanzo con notevole destrezza. E dire, però, che c’è un’anomalia ovvero la scenografia non è più, come di consuetudine, l’Italia degli anni Novanta, ma l’Italia del Duce, o meglio degli ultimi giorni della Repubblica di Salò. Infatti, è nel gran càos di quegli ultimi giorni che avviene un omicidio nei quartieri “alti”. Le indagini vengono affidate al commissario De Luca, sull’andamento delle quali fa una certa pressione il Questore.
C’è, infatti, in questi ultimi giorni di fascismo, un tentativo da parte della classe dirigente di salvarsi la pelle a scapito degli altri “colleghi”. In questo clima ed in questo ambiente, De Luca è costretto ad indagare. Vengono a galla traffici finanziari illeciti, corruzioni e tutti gli scandali presenti nel mondo gerarchico. Il presunto colpevole sembra proprio far parte di quel mondo strano, ma…alla fine De Luca scopre che la verità è un’altra, molto più semplice. Ma non è finita qui, perché stanno arrivando gli Americani e De Luca è costretto a scegliere: finire il suo compito per poi essere fucilato dai partigiani o fuggire verso la salvezza? Ancora una volta, insomma, al lettore rimane quella sensazione che solo Lucarelli sa dare: si rimane spaesati, esterrefatti.
Leggere “Carta bianca” non è una semplice lettura, è un’esperienza.

Concorso “Un libro per amico 2003-2004″ – Licei di Valdagno – Recensione del libro Carta Bianca, di Carlo Lucarelli, Sellerio Editore.